Conf. “EX LACU HORTUS NOVUS”

Il pennacchio di vapore dal fumaiolo della locomotiva, accompagnato da un fischio acuto, si alza tra gli alberi: sullo sfondo , l’inconfondibile profilo dello zuccherificio di Avezzano. Accanto alla ‘ Locotender’ pure Vito e Giovanni, che per tanto tempo su quella locomotiva ed in quelle strutture 
hanno lavorato.

Ma non è una cartolina d’epoca, né il ricordo di un anziano nostalgico. Gli alberi sono quelli di Piazza Torlonia, il profilo dell’impianto quello tratteggiato nei fondali che fiancheggiano la locomotiva, che sì, è proprio lei, la M.Velino n.8, accarezzata dallo sguardo commosso di Vito Di Renzo e Giovanni Tomassetti, come di tutti i convenuti.

L’occasione, straordinaria, l’ ha offerta la Pro Loco di Avezzano, organizzatrice della conferenza “EX LACU HORTUS NOVUS”, a tema: “Il prosciugamento del Lago Fucino e lo sviluppo agricolo trainato dall’industria”, tenutasi nella mattina di mercoledì 25 febbraio, presso la sala convegni del Palazzo ex Arssa di Avezzano e culminata, in piazza Torlonia, con l’inaugurazione della M. Velino n.8, concessa in prestito a titolo gratuito dalla famiglia dell’ ing.Bertoli, e la benedizione impartita da don Claide Berardi. La locotender è stata collocata sui binari costruiti dal nucleo dei ferrovieri di Pescina.

Attraverso gli interventi dei relatori, il professore Ilio Leonio, il professore Gianluca Tarquinio e l’ingegnere Enrico De Cristofaro, con la moderazione del socio fondatore della Pro Loco Carlo Genovesi, il tratteggio della straordinaria storia del lago Fucino e della Marsica stessa, attraverso i mutamenti epocali legati all’opera di prosciugamento del lago, che era il terzo in Italia per estensione, e le conseguenti fasi dello sviluppo del territorio, tra realtà agricola ed industriale. Non solo: dai fasti della Naumachia inaugurale, tra l’altro sfortunata, sotto gli occhi dell’imperatore Claudio, con Agrippina e un giovanissimo Nerone, alle leggende, agli interventi degli architetti Bermont e Brisse , che furono tra i principali artefici del definitivo prosciugamento del lago, decretato definitivo ufficialmente il 1° ottobre 1878, i Relatori hanno offerto alla vasta platea dettagli avvincenti su quella definita a ragione “ un’opera titanica”, in grado di trasformare radicalmente clima, caratteristiche e sorti di un intero territorio.
Da lì nasce la storia moderna fucense, una storia che, allo zuccherificio, compendio perfetto tra innovazione tecnologica e agricoltura – resistette al tremendo sisma e chiuse definitivamente i battenti nel 1987 – deve lo sviluppo ed il benessere di intere generazioni.

Nel corso della manifestazione, inserita nel calendario “100 anni terremoto Avezzano”, sono stati premiati Vito Di Renzo, classe 1917 e Giovanni Tomassetti, emozionatissimi: a loro, l’attestato per il lungo lavoro svolto sulle locomotive che dallo zuccherificio attraversavano il Fucino, e al servizio della collettività.
Presenti il vice sindaco Ferdinando Boccia, in rappresentanza dell’Amministrazione con l’assessore Patrizia Petricola e l’assessore Gabriele De Angelis, il presidente del Tribunale di Avezzano, il dott. Eugenio Forgillo, i rappresentanti del corpo di Polizia locale con il comandante Luca Montanari, una vasta rappresentanza degli studenti e docenti del liceo Classico “ A. Torlonia”. Assente “ per cause di forza maggiore” il Presidente della Pro Loco di Avezzano, Edoardo Federico Tudico.
Lo studio presentato farà parte della pubblicazione che la Pro Loco di Avezzano realizzerà a conclusione dei lavori in programma per il centenario del sisma che distrusse la Marsica, come rimarcato dagli organizzatori nel corso dell’incontro, “ Nello spirito della Pro Loco, affinché germogli una maggiore consapevolezza ed una più matura coscienza della straordinarietà della storia della nostra terra”. (Fonte Quotidiano Online “Terre Marsicane”)

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